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In cucina, un condottiero e la sua grande squadra...

25/8/2016

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Non dovrebbe essere sempre così, perché alla fine si dovrebbe essere riconoscibili... Eppure, ogni volta, è un'incantevole sorpresa. E' come se tutto, in cucina, fosse trattato con mano magica. Maurizio Urso è un grande chef, uno dei più grandi e su questo non ci piove, capace com'è di combinare ingredienti e sapori fino a raggiungere le vette più alte del piacere del palato. Sto continuando a chiedermi che cosa lo renda così speciale, così sorprendente ogni volta, mentre speravo di avere risposte dal viaggio in Sicilia. Chef Urso non nasconde ingredienti segreti, anzi di segreti non ce ne sono proprio (semmai viene tacciato per dare nomi troppo lunghi ai suoi piatti, snocciolando in questo modo tutti gli ingredienti!!!), eppure tutto è così sapientemente dosato e mescolato da sembrare... angelico!
Mi sono ritrovata, a ogni portata, ad ogni boccone, a chiudere gli occhi e a chiedermi in quale altro posto del mondo sia possibile mangiare così. Certo c'è un incontro di gusti, certo ci sono ingredienti di primissima scelta e altissima qualità, certo c'è una profonda conoscenza di ciascuno di essi, nei pregi e nei difetti e anche nelle combinazioni, comprese quelle più azzardate. Certo c'è una tradizione siciliana in grande spolvero, una ricerca costante e giornaliera di prodotti tipici in abbinamento ad altri prodotti del territorio. Ma questo non basta. Perché alla fine, capperi, agrumi, farine, pasta, pesce e spezie sono pur sempre capperi, agrumi, farine, pasta, pesce e spezie, anche se di qualità. Allora mi convinco davvero che Maurizio Urso abbia una bacchetta magica nascosta nella manica della sua divisa da chef e me ne convinco ancora di più nel momento in cui mi rendo conto che questo "effetto paradiso" non è solo mio, ma di tutti quelli che assaggiano...
Capacità professionali, una grande predisposizione alla creatività in cucina, sapienza delle tradizioni e dei sapori... E poi c'è il cuoco-uomo. Di recente, alla presentazione del libro del prof. Carlo Giuseppe Valli, proprio l'autore sosteneva che del cuoco-uomo in passato si sapeva molto poco, che un po' di più ha fatto l'Artusi, raccontandosi nel suo libro fondamentale sull'arte della cucina. Forse è vero, anche se è difficile immaginarlo, presi come siamo dai cuochi vip che finiscono in tv e riempiono le pagine di gossip, visto che questo è il loro momento di celebrità, più o meno meritata. Maurizio Urso, che non fa parte di questa schiera, anche se ne avrebbe ogni diritto, al tempo stesso non si nasconde, già dal primo impatto, da quel sorriso gioviale e aperto con cui mi ha accolto la prima volta nella sua cucina (io, un'intrusa, oltretutto sconosciuta e per di più armata di macchina fotografica!) e da qui fino al suo invito a Siracusa, a quel suo aspettarci con grande affetto. Perché chef Urso è un uomo di Sicilia e come tutta la gente di Sicilia, ospitale e aperto. Forse è proprio questo: bisogna essere grandi uomini, prima ancora di tutto il resto e per capire a pieno il valore di certi aspetti è necessario osservare lo chef in mezzo alla sua brigata di cucina e di sala. Pendono tutti dalle sue labbra, lo seguono, lo sostengono, lo supportano, lo abbracciano. E' tutto uno scambio di sorrisi che illuminano gli occhi. Ed è affetto reale, non una favola e tanto meno una fiction. E' il segreto della squadra che vince con e per il suo grande condottiero. E lo chef sa che può fidarsi di ciascuno di loro, sa che può allontanarsi dalla cucina, perché comunque c'è il suo secondo, Christian De Simone, il suo prode e prezioso sous chef. Sa che può contare sui capipartita Sandro Sipala e Salvo Pace, sui commis de cuisine Giovanni Gambuzza e Angelo Fuggetta, sui due preziosi maitre Antonio Mancarella (che racconta ancora con stupore che questo chef gli ha fatto assaggiare e apprezzare cibi che proprio non gli erano mai piaciuti!) e Mario Caia, sul preparatissimo sommelier Marco Campisi, sullo chef de rang Vincenzo Proietto, sui commis di sala Cristina Giorgianni, Aicha Jouri, la dolcissima Aicha, Francesca Mirmina, Marika Iannuso, con la splendida e accurata accoglienza di Marina Currieri. Forse ci siamo anche dimenticati qualcuno di questa fantastica squadra, ma se pur non citato, quel qualcuno sappia che non è certo di minor valore rispetto a tutti gli altri. Sì, anche questo è un aspetto vincente di chef Urso: questo gruppo di uomini e donne, tutti giovani, che più che un gruppo di lavoro è una vera e propria famiglia.

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    Giornalista con una grande voglia di scrivere, anche per rendere giustizia a una professione che per pochi è rimasta una missione di servizio al lettore-cittadino-ascoltatore-telespettatore-utente. E poi sono una voce. Nel senso di speaker.


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